Il titolo della pagina richiede una precisazione: il testo coordinato del DL 159/2025 non inserisce espressamente le parole ‘violenza e molestie’ nell’articolo 15 del D.Lgs. 81/2008. La prevenzione resta comunque necessaria attraverso valutazione dei rischi, organizzazione e norme specifiche, ma non va attribuita una modifica testuale inesistente.
Decisione operativa. Correggere l’eventuale premessa normativa impropria: il testo coordinato non aggiunge testualmente violenza e molestie all’articolo 15. Il rischio va comunque gestito attraverso valutazione, organizzazione, parità, segnalazione e tutela della persona.
Regola applicabile e criterio professionale
Riferimenti: art. 15 D.Lgs. 81/2008; Convenzione OIL n. 190.
Violenza, molestie e aggressioni possono produrre rischi psicosociali e fisici da valutare in funzione di attività, utenza, lavoro isolato, turni e organizzazione. Convenzione OIL n. 190, Codice delle pari opportunità, obblighi datoriali e contrattazione formano il quadro da coordinare.
Criterio professionale. Essere rigorosi sulla fonte rafforza, non indebolisce, la prevenzione. Un titolo normativo inesatto rende fragile l’intero impianto. La gestione efficace combina obblighi di sicurezza, disciplina antidiscriminatoria e fattori psicosociali, distinguendo prevenzione, istruttoria e supporto alle persone coinvolte.
Chi riguarda e chi deve presidiare il processo
Settori con contatto con il pubblico, sanità, assistenza, trasporto, vigilanza e lavoro isolato richiedono particolare attenzione, ma la valutazione non può escludere a priori altri ambienti. Segnalazione e indagine devono proteggere riservatezza e contraddittorio.
Funzioni da coinvolgere: datore di lavoro e HR; RSPP e medico competente nei rispettivi ruoli; referente segnalazioni o comitato dedicato. Il proprietario finale dell’obbligo va comunque individuato sulla disposizione applicabile e sull’organizzazione reale, non sul nome del modulo utilizzato.
Caso pratico
Dopo un’aggressione a un operatore, l’azienda propone solo un corso sulla gestione del conflitto. Serve anche analizzare organico, layout, tempi di attesa, allarmi, lavoro isolato e supporto post-evento.
Piano operativo con responsabilità ed esito atteso
| Passaggio | Azione | Funzione da coinvolgere | Evidenza di chiusura |
|---|---|---|---|
| 1 | Mappare scenari interni ed esterni | datore di lavoro e HR | valutazione dei fattori organizzativi e sociali |
| 2 | Creare canali protetti di segnalazione | RSPP e medico competente nei rispettivi ruoli | policy con definizioni e canali di segnalazione |
| 3 | Progettare misure organizzative e ambientali | referente segnalazioni o comitato dedicato | misure contro ritorsioni e conflitti di interesse |
| 4 | Monitorare eventi e ritorsioni | datore di lavoro e HR | analisi aggregata e azioni preventive |
Per Prevenzione di Violenza e Molestie: Articolo 15, deleghe, dimensione aziendale e contratto possono cambiare chi esegue le attività indicate. Il processo deve però conservare un proprietario riconoscibile per la decisione e uno per la verifica finale.
Dossier probatorio minimo
- Valutazione dei fattori organizzativi e sociali.
- Policy con definizioni e canali di segnalazione.
- Misure contro ritorsioni e conflitti di interesse.
- Analisi aggregata e azioni preventive.
La prova iniziale — valutazione dei fattori organizzativi e sociali — deve riportare data, perimetro ed esito. Il dossier è completo quando permette a un terzo di ricostruire la decisione senza dedurla da allegati scollegati.
Domande da usare in audit
- La policy cita correttamente le proprie basi?
- Il canale protegge riservatezza e imparzialità?
- Le segnalazioni producono misure senza colpevolizzare la persona?
Una risposta affermativa richiede un riscontro osservabile. Se documento e prassi divergono, l’audit deve registrare il gap, assegnare la correzione e verificarne l’efficacia.
Errori frequenti
- Attribuire al DL una modifica non presente.
- Ridurre tutto alla formazione.
- Trattare la segnalazione come colpa del lavoratore.
Stato attuativo al 15 luglio 2026
La misura fondata su art. 15 D.Lgs. 81/2008 è applicabile, ma soltanto quando ricorrono i suoi presupposti. L’azione iniziale è mappare scenari interni ed esterni: destinatari, campo di applicazione e prova della verifica devono risultare dal fascicolo, senza estendere la regola a soggetti o attività estranei.
Sintesi decisionale
Per Prevenzione di Violenza e Molestie: Articolo 15, il primo passo è mappare scenari interni ed esterni. Il controllo non può chiudersi se rimane il rischio di attribuire al DL una modifica non presente. La decisione finale deve collegare riferimento normativo, situazione reale, responsabile, prova ed eventuale riesame.
Risposte rapide
Domande frequenti
Prevenzione di Violenza e Molestie: Articolo 15: la misura è già operativa?
Sì, quando ricorrono destinatari e presupposti descritti nella guida.
La policy cita correttamente le proprie basi?
Essere rigorosi sulla fonte rafforza, non indebolisce, la prevenzione. Un titolo normativo inesatto rende fragile l’intero impianto. La gestione efficace combina obblighi di sicurezza, disciplina antidiscriminatoria e fattori psicosociali, distinguendo prevenzione, istruttoria e supporto alle persone coinvolte. La verifica deve produrre un riscontro osservabile e datato.
Quali evidenze conviene conservare?
valutazione dei fattori organizzativi e sociali; policy con definizioni e canali di segnalazione; misure contro ritorsioni e conflitti di interesse; analisi aggregata e azioni preventive. Ogni elemento deve essere riferibile al soggetto, al processo e alla data della decisione.
Fonti ufficiali
Verifica sempre il testo vigente e gli atti attuativi prima di assumere decisioni operative.