Il nuovo articolo 115 parte dalla priorità dei sistemi di protezione collettiva e disciplina i sistemi individuali quando la protezione collettiva non è attuabile. La norma organizza trattenuta, posizionamento, arresto caduta e accesso su fune dentro una gerarchia progettuale.
Decisione operativa. Ridisegnare la procedura per lavori in quota partendo dalla gerarchia delle protezioni e dalle modalità effettive di accesso. Il sistema individuale va configurato come insieme compatibile, non come somma di componenti marcati.
Regola applicabile e criterio professionale
Riferimenti: art. 115 D.Lgs. 81/2008; art. 111 D.Lgs. 81/2008.
Un sistema individuale non è il singolo DPI: comprende ancoraggio, collegamento, imbracatura, compatibilità dei componenti e modalità d’uso. La scelta deve evitare o ridurre la caduta libera e consentire il recupero del lavoratore in tempi compatibili con il rischio di sospensione inerte.
Criterio professionale. L’articolo 115 non è una lista di prodotti. Definisce una logica di prevenzione nella quale accesso, trattenuta, posizionamento e arresto rispondono a scenari diversi. La scelta deve impedire la caduta quando possibile e limitarne conseguenze e sospensione quando l’arresto resta necessario.
Chi riguarda e chi deve presidiare il processo
Si applica ai lavori in quota in cui permane un rischio di caduta. Datore, RSPP, coordinatori, progettisti e preposti devono tradurre la valutazione in un sistema effettivamente installabile e utilizzabile.
Funzioni da coinvolgere: datore di lavoro; RSPP e coordinatore; preposto ai lavori in quota. Il proprietario finale dell’obbligo va comunque individuato sulla disposizione applicabile e sull’organizzazione reale, non sul nome del modulo utilizzato.
Caso pratico
Una copertura dispone di linea vita, ma l’operatore non può raggiungerla in sicurezza dal punto di sbarco. Il sistema non è completo: la progettazione deve coprire l’intero percorso, inclusi accesso e transizioni.
Piano operativo con responsabilità ed esito atteso
| Passaggio | Azione | Funzione da coinvolgere | Evidenza di chiusura |
|---|---|---|---|
| 1 | Verificare prima le protezioni collettive | datore di lavoro | valutazione della protezione collettiva praticabile |
| 2 | Progettare il sistema completo | RSPP e coordinatore | progetto del sistema individuale completo |
| 3 | Calcolare spazi e traiettorie | preposto ai lavori in quota | calcolo di tirante d’aria ed effetto pendolo |
| 4 | Predisporre recupero e addestramento | datore di lavoro | procedura di soccorso provata |
Per Nuovo Articolo 115 del Testo Unico Sicurezza, deleghe, dimensione aziendale e contratto possono cambiare chi esegue le attività indicate. Il processo deve però conservare un proprietario riconoscibile per la decisione e uno per la verifica finale.
Dossier probatorio minimo
- Valutazione della protezione collettiva praticabile.
- Progetto del sistema individuale completo.
- Calcolo di tirante d’aria ed effetto pendolo.
- Procedura di soccorso provata.
La prova iniziale — valutazione della protezione collettiva praticabile — deve riportare data, perimetro ed esito. Il dossier è completo quando permette a un terzo di ricostruire la decisione senza dedurla da allegati scollegati.
Domande da usare in audit
- È motivata l’eventuale rinuncia alla protezione collettiva?
- Componenti e ancoraggi sono compatibili tra loro?
- Il soccorso è stato simulato in condizioni realistiche?
Una risposta affermativa richiede un riscontro osservabile. Se documento e prassi divergono, l’audit deve registrare il gap, assegnare la correzione e verificarne l’efficacia.
Errori frequenti
- Ridurre il sistema all’imbracatura.
- Ignorare effetto pendolo e tirante d’aria.
- Installare ancoraggi senza procedura d’uso.
Stato attuativo al 15 luglio 2026
La misura fondata su art. 115 D.Lgs. 81/2008 è applicabile, ma soltanto quando ricorrono i suoi presupposti. L’azione iniziale è verificare prima le protezioni collettive: destinatari, campo di applicazione e prova della verifica devono risultare dal fascicolo, senza estendere la regola a soggetti o attività estranei.
Sintesi decisionale
Per Nuovo Articolo 115 del Testo Unico Sicurezza, il primo passo è verificare prima le protezioni collettive. Il controllo non può chiudersi se rimane il rischio di ridurre il sistema all’imbracatura. La decisione finale deve collegare riferimento normativo, situazione reale, responsabile, prova ed eventuale riesame.
Risposte rapide
Domande frequenti
Nuovo Articolo 115 del Testo Unico Sicurezza: la misura è già operativa?
Sì, quando ricorrono destinatari e presupposti descritti nella guida.
È motivata l’eventuale rinuncia alla protezione collettiva?
L’articolo 115 non è una lista di prodotti. Definisce una logica di prevenzione nella quale accesso, trattenuta, posizionamento e arresto rispondono a scenari diversi. La scelta deve impedire la caduta quando possibile e limitarne conseguenze e sospensione quando l’arresto resta necessario. La verifica deve produrre un riscontro osservabile e datato.
Quali evidenze conviene conservare?
valutazione della protezione collettiva praticabile; progetto del sistema individuale completo; calcolo di tirante d’aria ed effetto pendolo; procedura di soccorso provata. Ogni elemento deve essere riferibile al soggetto, al processo e alla data della decisione.
Fonti ufficiali
Verifica sempre il testo vigente e gli atti attuativi prima di assumere decisioni operative.